Epifanie fuori tempo

“Chi non si salva da sé, nessuno lo può salvare”.
(Cesare Pavese, “Il mestiere di vivere”)

Con te ho imparato questa verità: chi non ama se stesso, non può essere salvato da chi lo ama. Potevo amarti dell’amore più grande del mondo, ma non sarebbe comunque mai bastato a salvarti. L’amore non salva se non chi lo prova.

“Sì, è così (…), perché una persona ne ama un’altra nello stesso modo in cui ama se stessa: con tenerezza e accettazione, o con intransigenza e rifiuto”.
(Marcia Grad, “Storia di una principessa che credeva nelle favole”)

Io ti ho amato, ma era un amore che portava un dolore dentro. Il dolore forse c’è in ogni amore vissuto, ma il nostro era un soffrire che noi non sapevamo condividere davvero, che non diventava concime per la nostra unione. Eravamo vicini, ma non uniti. All’inizio pensavo che tu mi aiutassi a leccare le mie ferite, e che un po’ le leccassi con me. Ora penso che tu le abbia solo sentite, le mie ferite, al modo dei ciechi che vedono tramite il bastone: non c’era conforto, né cura. Solo due tristezze che si sono riconosciute da lontano, come due cani in calore, per poi separarsi dopo l’atto.

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